Io.
Te.
Io e te
io e te e gli zombi
io e te e gli zombi e il divano
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto.
Non ti sembra perfetto
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto?
Manca qualcosa?
Dici che manca qualcosa?
Cosa dici che manca?
Baci?
Baci dici?
Dici baci?
Ok.
Io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto e i baci.
Qualcos’altro, dici?
Vuoi farlo?
Ma vuoi farlo adesso?
Sul divano?
Ma gli zombi?
Ma durante gli zombi vuoi farlo?
Ma sei sicura?
Ma non hai paura?
Ok.
Io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto e i baci e fare all’amore.
Niente male.
Niente male davvero.
Qui stiamo rasentando la perfezione.
Sai cosa stiamo facendo noi?
Rasentiamo.
Siamo dei rasentatori di perfezione amorosa io e te.
Parlo troppo?
Smetto?
Sto zitto?
Hai mai visto uno zombi sorridere?
Ecco.

provo a respirare sogni,
per essere più forte degli incubi.

quanto tempo
ha perso il mio talento
qualche spilla
nel fianco
scuce il vestito

nella cassetta degli attrezzi
manca la chiave inglese
del destino
c’è che mi sorridi e non capisco
se mi riconosci
o se ci siamo già visti

un vestito che mi vuole bene

tu sei ancora il mio passo svelto
il bottone che mi manca
il ricordo attento
la porta socchiusa

un po’ ingenua
un po’ stupida
un po’ comprata
un po’ distratta
un po’ sbiadita
un po’ oscena
un po’ asceta
un po’ bugiarda
un po’ pura

"e ora so
che non so più
desiderare di peggio.

so anche che
quando un dio
ti punisce,
avvera i tuoi
più sudici desideri”

mi piace l’idea che da qualche parte ci sia una possibilità.

lo vedi che il titolo di questa canzone è sbagliato? una vocale al posto dell’altra. basterebbe un “rinomina” dalla cartella del pc. che poi tutte le volte che quella canzone mi capita nelle orecchie, il cervello visualizza la lettera sbagliata. ed una punta di fastidio e disapprovazione per quel gesto idiota sempre rimandato, mi arriva secco, in centro alla mia pigrizia. ti rendi conto? nella mia macro-economia esistenziale, è più o meno tutto così. fatti per una cosa
e poi
se ne fa un’altra
per prendere tempo
dalle passioni.

via Sannio è un sorriso che non so trattenere.
un po’ come te.

- ti voglio bene
- mi ami?
- no, però ti voglio bene
- dunque mi ami?
- no, quasi
-quindi mi vuoi benissimo, secondo me
- sì, benissimo
- quali sono i livelli?
- ti ho voluto abbastanza bene, poi bene, ora benissimo
- potresti dunque passare dal benissimo ad amarmi?
- è plausibile
- che differenza c’è tra benissimo e amare?
- la morte
- la morte?
- la morte
- mi spieghi?
- se ti amo voglio morire per te, tipo che ti salvo dall’incendio e muoio, se ti voglio benissimo dipende
- vuoi dire che se mi trovo nell’incendio, tu oggi come oggi non saresti sicuro di sfidare le fiamme per salvarmi ed eventualmente morire arso vivo nel fuoco?
- temo di starlo dicendo ma dovrei trovarmi nella situazione
- stasera io farò l’amore con un giovane uomo biondo
- perché me lo dici?
- sono sincera
- vuoi ingelosirmi?
- no
- secondo me vuoi
- sì un po’ voglio
- ci sei riuscita
- grazie
- prego
- puoi evitare di fare l’amore con questo giovane questa sera e venire a mangiare la pizza con me?
- no, ne ho voglia
- lui non si lancerebbe nel fuoco per te
- non lo so
- non sto domandando, sto affermando, lui non lo farebbe
- come fai a saperlo?
- lo deduco dal fatto di non aver mai conosciuto un uomo morire per amore
- è una deduzione debole
- però ho conosciuto uomini che più lacrime non hanno
- se vengo a fare la pizza con te poi faremo l’amore?
- non “a fare”, a mangiare la pizza
- sì, mi sono sbagliata
- è un lapsus
- dici?
- dico
- non hai risposto alla mia domanda
- quale?
- dopo la pizza, l’amore
- no
- perché?
- perché se facciamo l’amore e mi piace tantissimo potrei passare dal volerti benissimo ad amarti il che sarebbe pericoloso per la mia vita
- è vero, soprattutto in caso d’incendio
- esatto
- allora vado, devo farmi bella per il mio amico biondo
- ti amo
- non è vero
- hai ragione
- lo so
- a dopo?
- a spero il più presto dei dopo

"e c’è una luna elettrica
c’è la mia licantropia
desideri e voluttà
su questa periferia

ora sei nostalgia
appanni le finestre col respiro
ora sei nostalgia
azzanni queste stanze coi ricordi”

se una quasi notte di giorno, 
un viaggiatore inesperto.
nel gusto dell’umami di voler arrivare.
anche lì.

se una quasi notte di giorno,
un viaggiatore inesperto.
nel gusto dell’umami di voler arrivare.
anche lì.

"Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.
Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me.
Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.”

dare senso
avere un senso
andare in un senso

"mi sa che ti voglio bene."
“vogliamocene”

Michela di anni ne ha 43.
si chiude in bagno prima di affrontare qualsiasi essere umano. consola sé stessa davanti allo specchio.
occhi bassi e sorriso spaurito.
non mangia mai di fronte a nessun’altra bocca. foss’anche un compleanno o una festa nazionale.
Michela di botte ne ha prese tante, da un maledetto che faceva l’amore solo con le bottiglie di birra peroni.
Michela vuole un figlio ma il fisico comincia a dirle che è tardi.
il bastardo l’ha lasciato, ma “ora non sono più la stessa”.

Grazia di anni ne ha 56: è la donna più bella che io conosca.
da giovane voleva fare la parrucchiera, ma è finita a cucire pellicce a casa della suocera.
Grazia, di figli ne ha due: una cretina bionda finta, che la sfrutta come nonnasitter, e l’altro morto impiccato a corda e rancore nel bagno di casa.

Marta di anni ne avrà 50 tra esattamente 14 giorni. sorride, sorride sempre, soprattutto quando la vedi girare con la sua bicicletta “grazie al ciufolo” o almeno così la chiama lei.
Marta ha amato tanto un uomo che di amore non ne aveva.
l’uomo è morto sniffando cocaina insieme ad un chirurgo in ospedale.
l’amore di Gina diceva che ce l’avrebbero fatta, insieme, quello di lui rispondeva “la vita voglio viverla come cazzo mi pare”.

tutte e tre emarginate dalle proprie paure.
tutte e tre aggrappate al loro amore.
ma a me piacciono, piacciono tanto e quando me le trovo davanti, vorrei per loro una
semplice
seria
giusta
possibilità,
che le convinca che sono meglio di quello che hanno vissuto.