"Questo intendo quando dico che vorrei risalire il corso del tempo: vorrei cancellare le conseguenze di certi avvenimenti e restaurare una condizione iniziale. Ma ogni momento della mia vita porta con sé un’accumulazione di fatti nuovi e ognuno di questi fatti nuovi porta con sé le sue conseguenze, cosicché più cerco di tornare al momento zero da cui sono partito più me ne allontano : pur essendo tutti i miei atti intesi a cancellare conseguenze d’atti precedenti e riuscendo anche a ottenere risultati apprezzabili in questa cancellazione, devo però tener conto che ogni mia mossa per cancellare avvenimenti precedenti provoca una pioggia di nuovi avvenimenti che complicano la situazione peggio di prima e che dovrò cercare di cancellare a loro volta."

"che poi volevo che fossimo così:
una via di mezzo tra un film francese, Italo Calvino e un porno.”

mi pizzica il cuore
a guardare all’insù
come se le stelle fossero i sintomi di una malattia terminale della realtà.

"ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica

un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo

io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene

l’amore non esiste
esistiamo io e te”

Le ragnatele nei ventricoli.

"almeno chiediti
se non è un’abitudine
o se perdersi
è solo un’altra scusa
per non essere
per non esistere”

Puoi portarmi lontano da me, per favore?

A
me
bastavi.

la pioggia
la neve e
la grandine
i venti
le nubi o la nebbia
i fulmini
le stelle cadenti
l’aurora polare
l’arcobaleno

e le mie meteore sperdute ed eccezionali nelle mani.

devo smettere di incastrare la mia pelle a speranze precarie.

mi manca qualcosa di decente, da provare in mezzo al petto.

mi chiedo di cosa ci si possa illuminare quando va via la corrente. quella che ti porti dentro e che sembrava facesse funzionare l’intorno.
casa mia ultimamente è piena di bottiglie prese dal frigo e bevute solo in parte, che restano sul tavolo a prender caldo.
mai rimesse a posto e sostituite da un’altra bottiglia più facile.
sembrano piene di vuoto.
e le considerazione che non servono a niente, i propositi ingeriti con la pioggia e i vaffanculo che stanno lì e si sentono addirittura di troppo.
continuo a voler pulire lo spazio usato della macchina del gas, poco dopo aver finito di ustionare il metallo con il fuoco. passo la spugnetta con fare veloce e due volte su tre, finisco per bruciarmi. non riesco a convivere con l’attesa; penso di esserne immune e non imparo comunque il suo segreto. i piedi che grattano caviglie e polpacci torturate dalle zanzare, mentre la gente ancora insiste con attività che non ho mai capito come l’acquagym.
ho sognato per anni cose che non sono mai successe ed ho vissuto quello che non mi aspettavo. quando dormo sogno di essere il Conte di Montecristo ed è l’ennesima cosa che non potrò essere.
allora mi siedo da qualche parte e dondolo seguendo le gocce che cadono dalla grondaia che nessuno sistemerà almeno fino al mai.

Ho paura
che tutto il silenzio
che ho dentro
finisca prima
che tu mi abbia baciata.

Non c’è una ricetta per noi,
perciò rimedieremo,
inventandola.

"potevamo prenderci del tempo,
ma il tempo non volevo che esistesse.”