La lingua era la cosa che più gli era piaciuta. Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena di nervi e di sangue come lei. Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gli adolescenti quando cominciano a provare, a sondare un altro corpo dentro. Vermi caldi, incollati di torpore, che si lasciano cadere, scivolare. Lui s’infilava in quella bocca e ci cadeva, muoveva la lingua come una pala nella polenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno di fiamme. Crescevi insieme alla saliva. […] Si staccavano per poco e si guardavano, soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poi tornavano al lavoro. Come operai sudati. Perché di quello si trattava. Fondamenta di saliva.
La lingua era la cosa che più gli era piaciuta. Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena di nervi e di sangue come lei. Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gli adolescenti quando cominciano a provare, a sondare un altro corpo dentro. Vermi caldi, incollati di torpore, che si lasciano cadere, scivolare. Lui s’infilava in quella bocca e ci cadeva, muoveva la lingua come una pala nella polenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno di fiamme. Crescevi insieme alla saliva. […] Si staccavano per poco e si guardavano, soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poi tornavano al lavoro. Come operai sudati. Perché di quello si trattava. Fondamenta di saliva.
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postato da modeviolet

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